giovedì 16 aprile 2009

Il Signor F. e la Signora M.


Fu durante il giorno di Natale che il Signor F., da sempre ateo convinto e impenitente, cercò di convertire alla sua religione la Signora M., donna profondamente devota e salda nella fede.
«Mia cara e amabile Signora M.», le disse, incontrandola sul pianerottolo al secondo piano del condominio dove entrambi abitavano. «Rifletta, dunque, e mi dica se è nato prima Dio o l'Uomo».
La Signora M. educatamente sorrise, augurandogli buon Natale e si prese alcuni giorni per rispondere.
Trascorse una settimana, due settimane, poi altre due e altre due ancora, finché venne la Santa settimana di Pasqua e la signora M. invitò il Signor F. a pranzo da lei, nel giorno di domenica. Mangiarono lentamente, parlando a lungo, loro due da soli. A tratti discussero animatamente sulla questione, in altri momenti si concedevano una pausa, abbandonandosi a conversazioni più leggere.
Così proseguirono per tutta la giornata, senza sosta e senza trovare accordo sui loro punti di vista. Via via che i secondi passavano e i minuti diventavano ore, senza accorgersene si avvicinarono sempre di più l'uno all'altro, completamente assorbiti dal tentativo di ottenere ragione con le loro argomentazioni.
Ma quando il Signor F., trascinato dall'impeto della sua travolgente oratoria, prese le mani della Signora M., entrambi tacquero.
Si amarono lì, sulla tavola ancora imbandita, rotolandosi tra gli avanzi di capretto arrosto e imboccandosi fin quasi ad ingozzarsi con la colomba appena tagliata. E in quel momento Dio e Uomo erano per loro una cosa sola.

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