È l’ossessione per la giusta scelta
un artificio lezioso da quiz televisivo
uno scherzo della ragione
per mettere a nudo la nostra piccolezza.
giovedì 19 novembre 2009
La giusta scelta
giovedì 16 aprile 2009
Il Signor F. e la Signora M.
Fu durante il giorno di Natale che il Signor F., da sempre ateo convinto e impenitente, cercò di convertire alla sua religione la Signora M., donna profondamente devota e salda nella fede.
«Mia cara e amabile Signora M.», le disse, incontrandola sul pianerottolo al secondo piano del condominio dove entrambi abitavano. «Rifletta, dunque, e mi dica se è nato prima Dio o l'Uomo».
La Signora M. educatamente sorrise, augurandogli buon Natale e si prese alcuni giorni per rispondere.
Trascorse una settimana, due settimane, poi altre due e altre due ancora, finché venne la Santa settimana di Pasqua e la signora M. invitò il Signor F. a pranzo da lei, nel giorno di domenica. Mangiarono lentamente, parlando a lungo, loro due da soli. A tratti discussero animatamente sulla questione, in altri momenti si concedevano una pausa, abbandonandosi a conversazioni più leggere.
Così proseguirono per tutta la giornata, senza sosta e senza trovare accordo sui loro punti di vista. Via via che i secondi passavano e i minuti diventavano ore, senza accorgersene si avvicinarono sempre di più l'uno all'altro, completamente assorbiti dal tentativo di ottenere ragione con le loro argomentazioni.
Ma quando il Signor F., trascinato dall'impeto della sua travolgente oratoria, prese le mani della Signora M., entrambi tacquero.
Si amarono lì, sulla tavola ancora imbandita, rotolandosi tra gli avanzi di capretto arrosto e imboccandosi fin quasi ad ingozzarsi con la colomba appena tagliata. E in quel momento Dio e Uomo erano per loro una cosa sola.
venerdì 27 marzo 2009
Ragazzi di strada
"Ehi, fratello!
Come ti butta,
Fratello?"
Parola tremante
nella notte.
Epigrafe scolpita nella memoria.
Penosa ribellione umana
Alle maglie del tempo.
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Poesie e altri brevi componimenti
giovedì 26 marzo 2009
Estate
E la festa continuò fino all'alba.
Poi, il Sole lambì coi suoi raggi
la rugiada dell'aperta campagna;
a piccoli sorsi si bevve la calma
del mattino. Creò altri paesaggi
nel sottobosco, fin quando la Terra
riarsa si gonfiò e si tese; incise
allora profonde rughe nel ventre
scuro della Madre.
Il silenzio bagna
le crepe, da cui escono come recise
radici di piante nodose, mentre i
vivi cercan sollievo sottoterra.
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Poesie e altri brevi componimenti
martedì 3 marzo 2009
Raramente
Raramente guardiamo la mano scrivere e non ci accorgiamo di quanto grandi ci faccia questo piccolo gesto. Lascia scorrere il flusso di pensieri - Luci e ombre, notte e giorno – come foglie cadute si succedono al trono della nostra esistenza. Di un attimo di gioia barattiamo cento anni di sofferenze. E poi c'è l'empatia, che ci accomuna tutti e ci mostra il funerale di una fata del bosco svolgersi su una scrivania di città. Poi la penna scompare la mano invecchia e il gesto rallenta, finché tutto sparisce fuorché il segno lasciato. Infine, si sfalda anche quello.
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