lunedì 8 settembre 2008

Libertà è - Variazioni sul tema II


La libertà è un passerotto che vola e salta
e vola e salta e vola.
E passa tra le sbarre del mondo
come una carezza dolce,
come un colpo di pistola.


Caterina Arzani, alias Maiwen

mercoledì 27 agosto 2008

Contemplazione

CONTEMPLAZIONE

In silenzio
ti guardo dormire.

E mi chiedo quale sia
il segreto della bellezza.



giovedì 17 luglio 2008

Citazioni IV





Antonius Block - Chi sei tu?

La Morte - Sono la Morte.

Antonius Block - Sei venuta a prendermi?

La Morte - E' già da molto che ti cammino a fianco.

Antonius Block - Me n'ero accorto.

La Morte - Sei pronto?

Antonius Block - Il mio spirito lo è. Non il mio corpo.

(Pausa. I due si guardano e la Morte avanza aprendo il mantello nero per accogliere il cavaliere nel suo abbraccio)

Antonius Block - Dammi ancora del tempo.

La Morte - Tutti lo vorrebbero, ma non concedo tregua.

Antonius Block - Tu giochi a scacchi, non è vero?

La Morte - Come lo sai?

Antonius Block - Lo so: l'ho visto nei quadri, lo dicono le leggende.

La Morte - Sì, anche questo è vero; come è vero che non ho mai perduto un gioco.

Antonius Block - Forse anche la Morte può commettere un errore.

La Morte - Per quale ragione vuoi sfidarmi?

Antonius Block - Te lo dirò se accetti.

La Morte - Avanti allora...

(Si siedono l'uno di fronte all'altra dinanzi alla scacchiera)

Antonius Block - Perchè voglio sapere fino a che punto saprò resisterti. E se dando scacco alla Morte avrò salva la vita.

(Il cavaliere porge i due pugni chiusi alla Morte, che sceglie quello di sinistra.)

Antonius Block - Ti tocca il nero.

La Morte - S'addice alla Morte, non credi?

Ingmar Bergman "Il settimo sigillo" (1953)


mercoledì 11 giugno 2008

L'Età dell'oro - Voci dal passato IV

Piping down the valleys wild
Piping songs of pleasant glee
On a cloud I saw a child.
And he laughing said to me.

Pipe a song about a Lamb:
So I piped with merry chear,
Piper, pipe that song again--
So I piped, he wept to hear.

Drop thy pipe thy happy pipe
Sing thy songs of happy chear,
So I sung the same again
While he wept with joy to hear

Piper sit thee down and write
In a book that all may read--
So he vanished from my sight
And I pluck'd a hollow reed.

And I made a rural pen,
And I stained the water clear,
And I wrote my happy songs,
Every child may joy to hear.


William Blake "The songs of Innocence"


domenica 18 maggio 2008

Cercando la Musa I

18 maggio 2008

Il grido di Munch, o quello nella notte. Il sole che filtra dai vetri, diffonde tra le tende bianche e colpisce il dorso della mano che scrive, facendo ombra al pennino. Labbra che si schiudono, morbide e sensuali, in un sorriso beffardo. Il cullare delle onde, di una madre, anzi, no, di un'idea.
Un'ora al giorno per scrivere di tutto questo: un grido silenzioso, mentre invoco nell'ombra la Musa, che si prende gioco di me, godendo dell'angosciosa desolazione che reca con la sua assenza.
Camomillo mi guarda, inghirlandato in quel ridicolo fiocco blu che misi intorno al suo collo pochi mesi fa, quando, ritrovatolo, lo volli di nuovo vicino. E' vecchio, molto vecchio; figlio di un remoto passato, quando tempo e morte erano due concetti lontani e leggeri.
Sul suo pelo, sul naso, nei suoi occhi si leggono i segni inesorabili del tempo. E delle mie attenzioni: una volta, infatti, tagliai con mano imprecisa un ciuffo di peli dal suo cocuzzolo marrone. Io improvvisatomi barbiere e lui, suo malgrado, mio cliente. Avevo pochi anni ed era il mio peluche preferito, l'orsacchiotto Camomillo; di gran lunga il più importante tra il gatto Dormiglione, il coniglio Orecchielunghe, l'elefante Azzurro e tutti gli altri animali che popolavano la mia stanza e il mio immaginario.
Credo, alla fine, che mi abbia perdonato, perché ancora adesso non smette mai di guardarmi sorridente da un angolo della scrivania. Nonostante quel ridicolo fiocco a mo' di cravatta e i segni evidenti di un'antica sforbiciata.

venerdì 18 aprile 2008

Citazioni III

Il Toro non è una squadra di calcio, altrimenti sarebbe già venuto a nausea, come quasi tutto il calcio. Il Toro è un’idea, piena di luce e di rabbia. L’idea che tu sei sotto ma tornerai sopra, prima o poi, e nessuno ti trasporterà in alto se non sarai stato tu a raccogliere le tue forze contro tutto e tutti, anche contro te stesso e i tuoi pensieri peggiori, che ti sussurrano all’orecchio «tanto non ce la farai mai».
In passato il tifoso granata ha mortificato spesso la sua diversità, rappresentandosi come vittimista e lamentoso catalizzatore della sfiga cosmica. Ma il Toro, il mio Toro, è un ragazzino di diciotto anni che corre come la freccia scoccata da un ubriaco e sparacchia palloni contro i cartelloni della pubblicità alzando i pugni al cielo per minacciare una riscossa imminente, mentre sugli spalti i tifosi più anziani gli gridano: «Ritirati, brocco! Tanto non ce la farai mai!». Invece noi bambini non smettiamo di incitarlo, dato che ai nostri occhi incarna l’Idea: «Non mollare, Pupi!». E un giorno quel brocco diventerà Puliciclone, il goleador dell’ultimo scudetto, il “tremendista” cantato da Brera e Arpino, e ogni suo gol sarà sempre un po’ nostro, sarà la prova che ogni tanto il cielo va preso anche a pugni.

Massimo Gramellini
10 agosto 2005, da un articolo sul fallimento del Torino Calcio

mercoledì 9 aprile 2008

Libertà è - Variazioni sul tema I

Libertà è la pietra
che rotola in basso, l’acqua
di un ruscello che sgorga da un anfratto, il polline
al vento,

il battito
d’ali d’una farfalla, il guizzo
del pesce liberatosi dall’amo, il balzo
del puma,

la corsa di un impiegato sulla sabbia.

La foglia verde sgocciolante di pioggia,
il bagnarsi di un elefante,
il cullare di una madre,

ascoltare il sussurro della vita.


Emiliano Rolla

giovedì 27 marzo 2008

L'Età dell'oro - Voci dal passato III

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avila, dove c'è l'oro e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'onice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

Genesi [Cap 2; vs 8-15]

mercoledì 26 marzo 2008

Libertà è

Libertà è la pietra
che rotola in basso, l’acqua
di un ruscello che sgorga da un anfratto. La foglia
verde bagnata dalla pioggia.

Libertà è un battito
d’ali di farfalla, il guizzo
del pesce che salta sopra l’acqua. Lo scatto
del ghepardo nascosto nell’erba.

Libertà è la corsa
di un ragazzo sulla sabbia, gli occhi
grandi di un bambino che ci guarda. Il sussurro
che ascoltiamo nella vita.

mercoledì 6 febbraio 2008

Citazioni II

Se osservassi da un palcoscenico teatrale la tua vita, come se ne fossi spettatore, e non attore, che cosa vedresti? E assisteresti piacevolmente al tuo spettacolo o, se fosse un film, cambieresti canale? Ti vorrei qui ora, come la più adorante delle amanti, per poterne parlare. Ma è tardi, e domani si recita.

Emiliano Rolla

lunedì 21 gennaio 2008

Che cos'è l'Età dell'oro - Veronica e "Fabulae" dei vari personaggi

Il romanzo racconta l'incontro/scontro tra Francesco Salviati e Lorenzo Simplicio: entrambi si ritrovano uniti e contrapposti nel raggiungimento del medesimo obiettivo, la conquista di Veronica, studentessa universitaria di due anni più grande di Francesco e di tre anni più giovane rispetto a Lorenzo.
La vicenda sarà intervallata spesso dal memoriale, in prima persona, di Francesco Salviati, dove il giovane racconta le vicende amorose del suo periodo liceale: storie di amori più o meno effimeri, piccoli grandi drammi sentimentali che lo hanno riguardato durante la sua parabola scolastica fino a culminare nel suo innamoramento per la ragazza al centro della storia.

La vicenda centrale verrà raccontata da un narratore onniscente in terza persona e vedrà un progressivo avvicinarsi dei due personaggi principali, così simili nel loro successo innato con le ragazze, ma così distanti nei pensieri e nelle azioni.
Lorenzo, il secondo personaggio principale, sarà presentata nel corso della narrazione della vicenda e nel processo che porterà poi i due a incontrarsi e confrontarsi troveranno spazio anche le sue conquiste e il suo carattere.

La storia di Lorenzo si intreccerà con quella di Francesco, quando, come già detto, entrambi si contenderanno, prima inconsapevolmente, poi direttamente, la stessa ragazza, Veronica. Il nome e la facoltà frequentata dalla ragazza non sono ancora stati scelti ufficialmente, nè l'esito finale del tentativo di conquista da parte dei due personaggi, ma per comodità di citazione, nelle prossime righe la ragazza verrà provvisoriamente chiamata Veronica.
Per entrambi l'ingresso di Veronica nel romanzo è ciò che dà un senso alla variegata moltitudine delle loro precedenti esperienze amorose: Francesco e Lorenzo vivono i loro amori, sperimentano l'arte della seduzione e agiscono con le ragazze, senza sapere che tutto ciò che fanno è legato da un invisibile filo che li condurrà a Veronica, figura sfuggente, che comparirà presto nel romanzo, anche se in modo discreto e lontano, quasi volesse nascondersi per svelarsi solo alla fine. Ma la ragazza potrà essere il punto di arrivo di uno solo dei due personaggi ed esiste anche l'eventualità che non lo diventi per nessuno dei due. Lorenzo e Francesco, perciò, portano ciascuno sul proprio capo la sua spada di Damocle che inevitabilmente dovrà staccarsi su almeno uno dei due.
Veronica è infine un simbolo, un'allegoria dei tempi moderni: rappresenta l'Amore con la "A" maiuscola e la realizzazione dell'uomo contrapposti alla vanità dell'individualismo; rappresenta l'ideale per cui si agisce e il sogno che tutti inseguono; rappresenta la redenzione di un'armonia dove fluiscono pacificate le passioni che si oppone alla frammentarietà e alla confusione dell'istinto incontrollato. Veronica è il capolavoro supremo a cui giunge l'artista dopo innumerevoli tentativi, dopo infinite sperimentazioni, dopo avere lottato e faticato, è la cima più sofferta per uno scalatore, ma è anche il quieto ondeggiare della barca nel porto da dove non si vorrebbe mai più salpare.

Su tutta la storia aleggerà ingombrante il fantasma di Alessandro: Francesco lo conoscerà dai racconti degli altri durante la sua permanenza al liceo e non riuscirà ad evitare di pensare a lui con un sentimento contrastante di ammirazione per il ricordo che ha lasciato in chi l'ha conosciuto e fastidio a causa del difficile paragone che questi rappresenta per lui. Alessandro è un personaggio dal forte carisma, un personaggio che, come si capirà proseguendo la narrazione, ha trovato la sua realizzazione amorosa e esistenziale e, forse, ma con scarse probabilità, comparirà alla fine del romanzo.

Diversa è la ragione per cui ciascuno dei tre personaggi diventa un determinato e abilissimo seduttore: se Lorenzo è affascinato dall'infinita varietà e frammentarietà del genere femminile e in ogni donna cerca sempre qualcosa di nuovo per cogliere quello che lui definisce "il mistero della femminilità", Francesco insegue la sua anima gemella, ovvero l'ideale, quantomai semplice e popolare, di una donna da amare per sempre, il capolavoro dell'artista, che scorgerà, dopo innumerevoli tentativi, in Veronica. Alessandro, invece, è un personaggio molto più sereno e la sua spinta ad agire non è motivata da alcun inconscio senso di ricerca, anche se la traumatica fine del suo primo amore sarà un elemento sempre presente nel suo affrontare tutte le storie successive.
In un certo senso Lorenzo cerca la conoscenza, l'essenza suprema in cui riunire quella metafisica magia dal sapore ignoto che risiede in ogni parola delle sue amanti, in ogni loro gesto, in ogni bacio che danno e ricevono. Sui corpi che stringe e assapora non smette mai di accarezzare nuove piccole emozioni, come scrigni tempestati di gemme e pieni di incredibili sensazioni, in ogni profumo che aspira identifica le tracce di quello slancio verso l'Assoluto al quale dedica la sua ricerca esistenziale.
Francesco, invece, cerca l'amore, quello con la "A" maiuscola, che sente come assolutamente necessario per la realizzazione della sua parabola esistenziale. Non ha una donna ideale, ma piuttosto l'idea di un rapporto ideale, fatto di condivisione e itimità, complicità e passione, fiducia e stima reciproca. Le sue innumerevoli ragazze saranno pertanto molto differenti e distanti tra loro, per estetica e modo di essere ed egli finirà con il rimanere sempre deluso quando si accorgerà che ciascuna di loro non è ciò che cerca, non è quella persona in grado di riempire la sua esistenza, quella persona in grado di offrirgli amore incondizionato e a cui consacrare il proprio sentimento.
Alessandro infine deve lottare con i fantasmi di un grande amore giovanile bruscamente interrotto e ciò lo rende molto più selettivo con le ragazze successive: a differenza di Francesco e Lorenzo, egli non si concederà a molte amanti, sebbene nessuna avrebbe potuto resistere a un suo corteggiamento. Inoltre saprà sempre dare la giusta riservatezze alla sua vita amorosa e buona parte del suo fascino la dovrà proprio a questo suo atteggiamento riservato, unito a una profonda sensibilità nel gestire i suoi rapporti personali. Lui rappresenta il vero modello di seduttore, da cui chiunque rimane affascinato: carismatico, naturalmente incline a ottenere l'amore delle donne ma non farfallone, profondamente immerso e appassionato nella vita di tutti i giorni ma dotato anche della capacità di non farsi travolgere dalle situazioni "contingenti". Inoltre, Alessandro intravede la vera grandezza di un potere, non nel suo utilizzo, quanto nella possibilità di esercitarlo e a una grande quantità di donne preferirà sempre un numero più ristretto, lasciando alle altre solo la possibilità di sospirare pensando a lui. E' probabile che a fine romanzo comparirà felicemente sposato con una donna molto affascinante e di grande spessore, Alessandra.

A titolo di chiarezza per la collocazione dei personaggi, si rammenta che Francesco conosce Veronica alla fine dell'ultimo anno di liceo, quando lei è al secondo anno di università e Lorenzo al quinto. Alessandro invece ha nove anni in più di Francesco.
Mentre scrive le sue Memorie, però, Francesco ha ventidue anni, ovvero sa già come è andato a finire il confronto con Lorenzo per conquistare Veronica e, forse, la rivelazione finale sull'esito verrà proprio dalle pagine del suo memoriale.

Inoltre si introducono qui due personaggi maschili secondari, i due compagni di classe di Francesco, Massimiliano e Diego.
Il primo, che si rivelerà un profondo conoscitore dell'animo umano e che diventerà grande amico di Francesco, si fidanza seriamente al terzo anno di liceo con una ragazza sua coetanea e frequentante il liceo scientifico nello stesso edificio.
Con Diego, invece, Francesco giungerà a litigare al quarto anno di liceo a causa di una ragazza. Diego verrà poi tradito più volte, senza saperlo, dalla stessa ragazza, dopo che questa avrà conosciuto Lorenzo. Dopo il litigio, Francesco non porterà mai rancore a Diego, nonostante quest'ultimo gliene dimostri spesso, ma, a suo modo, senza che quest'ultimo lo sappia, lo aiuterà in molte situazioni, definendolo anche "un immaturo sognatore dal cuore buono".