Oppure si potrebbe ambientare la storia centrale nell'oggi e sfruttare il polimorfismo letterario a cui si presta l'opera per inventare più ambientazioni diverse e ciascuna con un suo proprio contesto e, eventualmente, messaggio da trasmettere.
Il finale penso che debba rimanere incompiuto, perchè in fondo la vita con il suo dramma esistenziale non ha mai fine e anche per suggerire che, forse, c'è ancora tanto da dire, perchè chiunque può avere qualcosa da aggiungere quando si parla dell'esistenza umana. E il che è di per sé una conclusione che invita alla speranza, che invita a pensare che l'uomo alla fine ce la farà a dare una risposta alle sue domande esistenziali.
Ma questa "non fine" può significare anche il contrario, ossia l'impossibilità di penetrare completamente il mistero dell'esistenza umana, l'assoluta vanità di ogni sforzo e la condanna dell'uomo a effettuare infiniti tentativi per comprenderla.
Sarà fondamentale anche l'ultima parola con cui finirò.
venerdì 13 luglio 2007
giovedì 12 luglio 2007
Haiku che parlano del mare
Ricordo che l'Haiku è una forma poetica di provenienza nipponica, formata da tre versi con il primo e il terzo quinario e quello centrale settenario. In queste diciassette sillabe bisogna concentrare un'emozione, una sensazione che ci trasmette un paesaggio attraverso la descrizione di pochi particolari.
Un Haiku è una sorta di istantanea con cui si cerca di evocare il più possibile attraverso una descrizione essenziale, breve, senza fronzoli o congiunzioni.
Non appartiene al nostro bagaglio letterario e forse è fuori luogo cercare di fare nostra una forma di espressione che non ci appartiene per cultura, ma è sicuramente un ottimo esercizio di sintesi e di affinazione poetica. L'icasticità di chi scrive non può che migliorare grazie alla pratica di questo genere poetico.
Le ali distese,
nel becco un pesce vivo.
Fischia il gabbiano.
Crema solare,
vociare di bagnanti.
Poi, la risacca.
Giorno di pioggia.
Cielo, mare, volti di
egual colore.
Il porto a luglio:
marciscono reti con
resti di pesce.
Un pescatore,
solo, sul molo. Barche
all'orizzonte.
Un Haiku è una sorta di istantanea con cui si cerca di evocare il più possibile attraverso una descrizione essenziale, breve, senza fronzoli o congiunzioni.
Non appartiene al nostro bagaglio letterario e forse è fuori luogo cercare di fare nostra una forma di espressione che non ci appartiene per cultura, ma è sicuramente un ottimo esercizio di sintesi e di affinazione poetica. L'icasticità di chi scrive non può che migliorare grazie alla pratica di questo genere poetico.
Le ali distese,
nel becco un pesce vivo.
Fischia il gabbiano.
Crema solare,
vociare di bagnanti.
Poi, la risacca.
Giorno di pioggia.
Cielo, mare, volti di
egual colore.
Il porto a luglio:
marciscono reti con
resti di pesce.
Un pescatore,
solo, sul molo. Barche
all'orizzonte.
Categorie:
Poesie e altri brevi componimenti
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