Ricordo che l'Haiku è una forma poetica di provenienza nipponica, formata da tre versi con il primo e il terzo quinario e quello centrale settenario. In queste diciassette sillabe bisogna concentrare un'emozione, una sensazione che ci trasmette un paesaggio attraverso la descrizione di pochi particolari.
Un Haiku è una sorta di istantanea con cui si cerca di evocare il più possibile attraverso una descrizione essenziale, breve, senza fronzoli o congiunzioni.
Non appartiene al nostro bagaglio letterario e forse è fuori luogo cercare di fare nostra una forma di espressione che non ci appartiene per cultura, ma è sicuramente un ottimo esercizio di sintesi e di affinazione poetica. L'icasticità di chi scrive non può che migliorare grazie alla pratica di questo genere poetico.
Le ali distese,
nel becco un pesce vivo.
Fischia il gabbiano.
Crema solare,
vociare di bagnanti.
Poi, la risacca.
Giorno di pioggia.
Cielo, mare, volti di
egual colore.
Il porto a luglio:
marciscono reti con
resti di pesce.
Un pescatore,
solo, sul molo. Barche
all'orizzonte.
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