I personaggi narrano, pensano, riportano per iscritto cose di altri trovate o sentite (manoscritto su un filosofia affine allo Strutturalismo, dove si dimostra come nelle azioni umane non esista il libero arbitrio, ma solo condizionamento esterno o autocondizionamento, potrebbe essere un'idea molto fertile in questo senso), ma essi soprattutto vivono! Vivono!
Deve essere dinamico e riflessivo al tempo stesso. Tutto il romanzo deve essere concepito non come scritto per il gusto di scrivere, ma creato per essere un'opera d'Arte.
Voglio un personaggio inquietante che ci accompagni per tutto il racconto: deve parlare poco, agire poco, scrivere poco e evocare molto con questo suo "non fare", quasi come il monolite di pietra nera di 2001 Odissea nello spazio. Una sorta di raisonneur muto, di artefice e spettatore delle vicende umane.
Magari nel mezzo dell'opera far dire a un personaggio ciò che è la poetica su cui si regge l'intero romanzo,ossia ciò che ho scritto qui.
domenica 3 giugno 2007
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