C’era una volta un re di nome Melanione. Egli regnava con saggezza, furbizia e generosità su un paese di nome Drimbad e per questo era acclamato e benvoluto dal suo popolo.
Un brutto giorno, però, un folletto, di nome Yocapuk, fu offeso in modo molto grave dal re. Andò su tutte le furie e disse:
"Me la pagherai! Ah, se me la pagherai!"
Detto questo, il folletto gettò su Drimbad un incantesimo, il quale non faceva più mantenere le promesse fatte. Incominciarono, così, a crearsi discordie, disaccordi e litigi tra i sudditi. L’incantesimo si abbattè in particolar modo sulla reggia, facendo diventare il re Melanione malvisto dinanzi agli occhi di tutti.
Il re era disperato: oltre all’incantesimo, infatti, il folletto aveva mandato un orco gigantesco a distruggere i campi e i raccolti di Drimbad, minacciando di carestia il reame.
Un bel giorno, però, un giovane si presentò alla corte:
"Maestà" disse "io in cambio di uno dei suoi sette cavalli alati, libererò Drimbad dall’orco che devasta i suoi campi, minacciandola di lunga carestia".
Al re quella proposta non sembrò vera e accettò senza esitazione, dando al giovane una splendida armatura d’oro con un cavallo per affrontare l'orribile bestia.
Il guerriero si avviò alla ricerca dell’orco per campi e monti e, quando lo trovò, lo sfidò. Il giovane impugnò saldamente la spada e l’alzò sferrando un colpo che fu abilmente evitato dall’orco, il quale, a sua volta, tirò un pugno così potente da rompergli lo scudo. Ma il giovane cercò di colpirlo nuovamente con la spada. L’orco parò il colpo. Sollevò poi il guerriero in aria e lo scaraventò sessanta metri più in là. Il giovane si riprese velocemente dalla botta e si rimise in piedi. Estrasse un pugnale lungo circa cinquanta centimetri e prese di mira la fronte dell’orco: sapeva che non poteva sbagliare, altrimenti sarebbe stata la sua fine. Il guerriero scagliò velocemente il pugnale contro l’orco: esso roteò, si girò su se stesso, andando a conficcarsi dritto nella fronte dell’orco, che emise un ruggito di dolore e cadde pesantemente a terra, senza vita. Il giovane guerriero aveva vinto la sfida, anche se a caro prezzo.
Ritornò dal re Melanione, chiedendogli la ricompensa pattuita, ma il re gliela negò e non mantenne la promessa fatta. Il giovane, allora, radunò tutti i suoi amici, molti di essi valorosi guerrieri delle altre città, e insieme espugnarono Drimbad, esiliando il re e i suoi sudditi, che, rimasti senza città, incominciarono a girovagare per il mondo, trasmettendo di generazione in generazione l’incantesimo dello gnomo.
Circa tre secoli dopo, un ragazzo di tredici anni, mentre pascolava le pecore, vide casualmente il folletto Yocapuk, mentre prendeva il sole immerso nel verde di una radura. Lo supplicò:
"Per favore, per favore, Yocapuk! Ti supplico in nome di tutti, toglici il terribile incantesimo e io farò qualsiasi cosa per te!"
Lo gnomo rispose:
"E così sia! Ora ho tolto l’incantesimo e in più ti ho dato il potere di costruire case e interi paesi senza fatica. Adesso tu andrai da quelli che da oggi in poi chiamerai tuoi sudditi e costruirai un paese con il mio nome in modo che vi ricorderete dell’incantesimo che vi ho inflitto molti anni fa e saprete imparare dai vostri errori.”
Il ragazzo ringraziò e corse dal suo popolo, il quale lo elesse re. Egli costruì un bellissimo e ricco paese, a cui diede il nome di Yocapuk e visse felice e contento insieme ai suoi sudditi per lungo tempo.
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4 commenti:
Non avrai mica vinto con questo brano?
No, questo brano l'ho scritto i primi giorni della prima media, ma l'ho pubblicato lo stesso perchè ci sono affezionato. Se vuoi te lo mando per E-mail quello che ho pubblicato.
Ok.
Ho letto ora che ho scritto male: intendevo dire che se vuoi ti mando per E-mail quello che ha vinto il concorso.
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