Voglio un'ambientazione importante, o meglio, rilevante in sé stessa. Anzi, voglio che ogni cosa all'interno del libro sia accuratamente pensata e pesata: tutto deve avere un motivo per cui è lì. Ogni elemento dev'essere perfettamente integrato con il tutto del romanzo. Ogni parola, gesto che compiono e dicono i personaggi dev'essere significativo.
Vedo un'ambientazione "profetica", strettamente connessa alla realtà attuale, ma forse non in modo diretto. Un'ambientazione metaforica, evocativa e, perchè no, magari in alcuni tratti anche fantastica, ma che sappia parlare anche e soprattutto del presente.
Voglio uno stile eclettico, a seconda di ciò che scrivo e di ciò di cui scrivo. Vicino a quello di Pirandello, ma più semplice e meno involuto, con la stessa potenza evocativa dell'inconscio di Proust, ma meno denso e impregnato di sfumature oniriche marcate, con la stessa apertura agli esperimenti linguistici di Joyce, ma più attento al risultato comunicativo. A tratti voglio lo stesso occhio e la stessa complessità nel presentare i grandi temi della natura umana di Kubrick, ma meno inquietante e ironicamente rassegnato. Voglio la mia attenzione sempre rivolta ai "Classici", ma senza la pesante polverosità che spesso richiama questo termine.
giovedì 24 maggio 2007
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