mercoledì 23 maggio 2007

Idee per un romanzo - Parte I

Un romanzo aperto, in cui raccogliere le mie riflessioni, mettendole sulla bocca di altri. Un finto protagonista, intorno a cui dovrebbe svolgersi una storia semplice, di per sè stesso banale, ma che consente ampi sbocchi letterari e narrativi.
La trama deve essere dinamica: voglio personaggi che vivono, agiscono come in un romanzo, ma voglio anche spazio, ampio spazio, per riflessioni, stralci di "romanzi nel romanzo", fusione di più generi letterari (sia storico-temporali, come il Surrealismo di Becket o nello stile de "Il piacere" di D'Annunzio, sia puramente tecnici, come il dialogo filosofico, epistolografia, diario personale, eccetera...).
Per quanto riguarda la vicenda che costituirà l'ossatura del romanzo sono più propenso per scegliere una storia fittizia, banale, come i "Promessi Sposi", attorno a cui sviluppare tematiche sociali, storie di monache di Monza, parlare di personaggi come nel romanzo manzoniano, ma inserendo anche altre storie, differenti per luogo e tempo e genere, magari scritte da ipotetici "altri".
Un'atmosfera che risulti leggera e carica di un sottile velo ironico e umoristico, nel senso "pirandelliano" del termine, che non sfocia, però, in alcun tipo di pessimismo: un'ironia amara che trasuda di speranza.
E soprattutto voglio la leggerezza: concetti difficili e complessi, percorsi all'interno della nostra psiche più profonda, un continuo interrogarsi su sè stessi e sul mondo vanno espressi in modo semplice, ma non superficiale, adeguatamente approfondito, ma non avvolto in un'opaca patina di pesantezza barocca.
Non voglio che il lettore fatichi a seguire. Deve esserci continuità e non interruzione, come si rischia di fare saltando con troppa facilità e un eccessivo gusto sperimentalista, da un genere all'altro, da una vicenda a un'altra che magari successivamente si inserisce nella prima, dalla riflessione di un qualche personaggio a un'altra.
Il romanzo deve racchiudere in sè anche la poesia, soprattutto come esempio più perfetto di labor limae, ma anche sviscerata in tutte le altre infinite potenzialità che offre all'uomo (lirica, consolazione, tentativo di raggiungere l'Assoluto o il Bello in sè,...).

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