venerdì 9 settembre 2011

La strada di Dio



Ho scoperto Dio. Dinanzi a me
Sotto i miei piedi nudi è aperta
La Sua terribile via di vomeri ardenti. Troverò dolce
Rinunciare alla luce del sole in cambio di questo mistico giorno,
Che illumina la sua tortura, i cui rossi vessilli sferzano
Fuoco radioso
Nella mia testa raggrinzita, per spegnere il desiderio d’Amore?

Aleister Crowley, Aceldama (1898)
traduzione a cura di Marco Caccin



giovedì 19 novembre 2009

La giusta scelta


È l’ossessione per la giusta scelta
un artificio lezioso da quiz televisivo
uno scherzo della ragione
per mettere a nudo la nostra piccolezza.



giovedì 16 aprile 2009

Il Signor F. e la Signora M.


Fu durante il giorno di Natale che il Signor F., da sempre ateo convinto e impenitente, cercò di convertire alla sua religione la Signora M., donna profondamente devota e salda nella fede.
«Mia cara e amabile Signora M.», le disse, incontrandola sul pianerottolo al secondo piano del condominio dove entrambi abitavano. «Rifletta, dunque, e mi dica se è nato prima Dio o l'Uomo».
La Signora M. educatamente sorrise, augurandogli buon Natale e si prese alcuni giorni per rispondere.
Trascorse una settimana, due settimane, poi altre due e altre due ancora, finché venne la Santa settimana di Pasqua e la signora M. invitò il Signor F. a pranzo da lei, nel giorno di domenica. Mangiarono lentamente, parlando a lungo, loro due da soli. A tratti discussero animatamente sulla questione, in altri momenti si concedevano una pausa, abbandonandosi a conversazioni più leggere.
Così proseguirono per tutta la giornata, senza sosta e senza trovare accordo sui loro punti di vista. Via via che i secondi passavano e i minuti diventavano ore, senza accorgersene si avvicinarono sempre di più l'uno all'altro, completamente assorbiti dal tentativo di ottenere ragione con le loro argomentazioni.
Ma quando il Signor F., trascinato dall'impeto della sua travolgente oratoria, prese le mani della Signora M., entrambi tacquero.
Si amarono lì, sulla tavola ancora imbandita, rotolandosi tra gli avanzi di capretto arrosto e imboccandosi fin quasi ad ingozzarsi con la colomba appena tagliata. E in quel momento Dio e Uomo erano per loro una cosa sola.

venerdì 27 marzo 2009

Ragazzi di strada


"Ehi, fratello!
Come ti butta,
Fratello?"

Parola tremante
nella notte.

Epigrafe scolpita nella memoria.

Penosa ribellione umana
Alle maglie del tempo.



giovedì 26 marzo 2009

Estate


E la festa continuò fino all'alba.

Poi, il Sole lambì coi suoi raggi
la rugiada dell'aperta campagna;
a piccoli sorsi si bevve la calma
del mattino. Creò altri paesaggi
nel sottobosco, fin quando la Terra
riarsa si gonfiò e si tese; incise
allora profonde rughe nel ventre
scuro della Madre.

Il silenzio bagna
le crepe, da cui escono come recise
radici di piante nodose, mentre i
vivi cercan sollievo sottoterra.



martedì 3 marzo 2009

Raramente


Raramente guardiamo la mano scrivere e non ci accorgiamo di quanto grandi ci faccia questo piccolo gesto. Lascia scorrere il flusso di pensieri - Luci e ombre, notte e giorno – come foglie cadute si succedono al trono della nostra esistenza. Di un attimo di gioia barattiamo cento anni di sofferenze. E poi c'è l'empatia, che ci accomuna tutti e ci mostra il funerale di una fata del bosco svolgersi su una scrivania di città. Poi la penna scompare la mano invecchia e il gesto rallenta, finché tutto sparisce fuorché il segno lasciato. Infine, si sfalda anche quello.

lunedì 8 settembre 2008

Libertà è - Variazioni sul tema II


La libertà è un passerotto che vola e salta
e vola e salta e vola.
E passa tra le sbarre del mondo
come una carezza dolce,
come un colpo di pistola.


Caterina Arzani, alias Maiwen

mercoledì 27 agosto 2008

Contemplazione

CONTEMPLAZIONE

In silenzio
ti guardo dormire.

E mi chiedo quale sia
il segreto della bellezza.



giovedì 17 luglio 2008

Citazioni IV





Antonius Block - Chi sei tu?

La Morte - Sono la Morte.

Antonius Block - Sei venuta a prendermi?

La Morte - E' già da molto che ti cammino a fianco.

Antonius Block - Me n'ero accorto.

La Morte - Sei pronto?

Antonius Block - Il mio spirito lo è. Non il mio corpo.

(Pausa. I due si guardano e la Morte avanza aprendo il mantello nero per accogliere il cavaliere nel suo abbraccio)

Antonius Block - Dammi ancora del tempo.

La Morte - Tutti lo vorrebbero, ma non concedo tregua.

Antonius Block - Tu giochi a scacchi, non è vero?

La Morte - Come lo sai?

Antonius Block - Lo so: l'ho visto nei quadri, lo dicono le leggende.

La Morte - Sì, anche questo è vero; come è vero che non ho mai perduto un gioco.

Antonius Block - Forse anche la Morte può commettere un errore.

La Morte - Per quale ragione vuoi sfidarmi?

Antonius Block - Te lo dirò se accetti.

La Morte - Avanti allora...

(Si siedono l'uno di fronte all'altra dinanzi alla scacchiera)

Antonius Block - Perchè voglio sapere fino a che punto saprò resisterti. E se dando scacco alla Morte avrò salva la vita.

(Il cavaliere porge i due pugni chiusi alla Morte, che sceglie quello di sinistra.)

Antonius Block - Ti tocca il nero.

La Morte - S'addice alla Morte, non credi?

Ingmar Bergman "Il settimo sigillo" (1953)


mercoledì 11 giugno 2008

L'Età dell'oro - Voci dal passato IV

Piping down the valleys wild
Piping songs of pleasant glee
On a cloud I saw a child.
And he laughing said to me.

Pipe a song about a Lamb:
So I piped with merry chear,
Piper, pipe that song again--
So I piped, he wept to hear.

Drop thy pipe thy happy pipe
Sing thy songs of happy chear,
So I sung the same again
While he wept with joy to hear

Piper sit thee down and write
In a book that all may read--
So he vanished from my sight
And I pluck'd a hollow reed.

And I made a rural pen,
And I stained the water clear,
And I wrote my happy songs,
Every child may joy to hear.


William Blake "The songs of Innocence"


domenica 18 maggio 2008

Cercando la Musa I

18 maggio 2008

Il grido di Munch, o quello nella notte. Il sole che filtra dai vetri, diffonde tra le tende bianche e colpisce il dorso della mano che scrive, facendo ombra al pennino. Labbra che si schiudono, morbide e sensuali, in un sorriso beffardo. Il cullare delle onde, di una madre, anzi, no, di un'idea.
Un'ora al giorno per scrivere di tutto questo: un grido silenzioso, mentre invoco nell'ombra la Musa, che si prende gioco di me, godendo dell'angosciosa desolazione che reca con la sua assenza.
Camomillo mi guarda, inghirlandato in quel ridicolo fiocco blu che misi intorno al suo collo pochi mesi fa, quando, ritrovatolo, lo volli di nuovo vicino. E' vecchio, molto vecchio; figlio di un remoto passato, quando tempo e morte erano due concetti lontani e leggeri.
Sul suo pelo, sul naso, nei suoi occhi si leggono i segni inesorabili del tempo. E delle mie attenzioni: una volta, infatti, tagliai con mano imprecisa un ciuffo di peli dal suo cocuzzolo marrone. Io improvvisatomi barbiere e lui, suo malgrado, mio cliente. Avevo pochi anni ed era il mio peluche preferito, l'orsacchiotto Camomillo; di gran lunga il più importante tra il gatto Dormiglione, il coniglio Orecchielunghe, l'elefante Azzurro e tutti gli altri animali che popolavano la mia stanza e il mio immaginario.
Credo, alla fine, che mi abbia perdonato, perché ancora adesso non smette mai di guardarmi sorridente da un angolo della scrivania. Nonostante quel ridicolo fiocco a mo' di cravatta e i segni evidenti di un'antica sforbiciata.

venerdì 18 aprile 2008

Citazioni III

Il Toro non è una squadra di calcio, altrimenti sarebbe già venuto a nausea, come quasi tutto il calcio. Il Toro è un’idea, piena di luce e di rabbia. L’idea che tu sei sotto ma tornerai sopra, prima o poi, e nessuno ti trasporterà in alto se non sarai stato tu a raccogliere le tue forze contro tutto e tutti, anche contro te stesso e i tuoi pensieri peggiori, che ti sussurrano all’orecchio «tanto non ce la farai mai».
In passato il tifoso granata ha mortificato spesso la sua diversità, rappresentandosi come vittimista e lamentoso catalizzatore della sfiga cosmica. Ma il Toro, il mio Toro, è un ragazzino di diciotto anni che corre come la freccia scoccata da un ubriaco e sparacchia palloni contro i cartelloni della pubblicità alzando i pugni al cielo per minacciare una riscossa imminente, mentre sugli spalti i tifosi più anziani gli gridano: «Ritirati, brocco! Tanto non ce la farai mai!». Invece noi bambini non smettiamo di incitarlo, dato che ai nostri occhi incarna l’Idea: «Non mollare, Pupi!». E un giorno quel brocco diventerà Puliciclone, il goleador dell’ultimo scudetto, il “tremendista” cantato da Brera e Arpino, e ogni suo gol sarà sempre un po’ nostro, sarà la prova che ogni tanto il cielo va preso anche a pugni.

Massimo Gramellini
10 agosto 2005, da un articolo sul fallimento del Torino Calcio

mercoledì 9 aprile 2008

Libertà è - Variazioni sul tema I

Libertà è la pietra
che rotola in basso, l’acqua
di un ruscello che sgorga da un anfratto, il polline
al vento,

il battito
d’ali d’una farfalla, il guizzo
del pesce liberatosi dall’amo, il balzo
del puma,

la corsa di un impiegato sulla sabbia.

La foglia verde sgocciolante di pioggia,
il bagnarsi di un elefante,
il cullare di una madre,

ascoltare il sussurro della vita.


Emiliano Rolla

giovedì 27 marzo 2008

L'Età dell'oro - Voci dal passato III

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avila, dove c'è l'oro e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'onice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

Genesi [Cap 2; vs 8-15]

mercoledì 26 marzo 2008

Libertà è

Libertà è la pietra
che rotola in basso, l’acqua
di un ruscello che sgorga da un anfratto. La foglia
verde bagnata dalla pioggia.

Libertà è un battito
d’ali di farfalla, il guizzo
del pesce che salta sopra l’acqua. Lo scatto
del ghepardo nascosto nell’erba.

Libertà è la corsa
di un ragazzo sulla sabbia, gli occhi
grandi di un bambino che ci guarda. Il sussurro
che ascoltiamo nella vita.